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Consenso e violenza sessuale. Presentato  l’ordine del giorno al Consiglio Regionale per ripristinare il principio del “consenso libero e attuale” nel Codice penale.

By Febbraio 17, 2026Comunicati Stampa

Il Partito Democratico regionale aderisce al presidio “Senza consenso è stupro” promossa dai centri antiviolenza, sindacati, Telefono rosa e tante altre realtà.

Abbiamo presentato anche un ordine del giorno al Consiglio regionale per sollecitare il Parlamento affinché venga ripristinato l’accordo unitario volto a introdurre nel Codice penale il principio del “consenso libero e attuale” quale fondamento del reato di violenza sessuale e.

La cronaca ci presenta numeri, storie ed esperienze che ci impongono di non voltarci dall’altra parte di fronte allo scempio legislativo che il Governo si accinge a varare a fronte della proposta di riformulazione che Presidente della Commissione Giustizia del Senato, Giulia Bongiorno, ha depositato, sostituendo il principio del “consenso” con quello del “dissenso”, introducendo la nozione di “volontà contraria all’atto sessuale” e prevedendo una riduzione della sanzione da 6 –12 anni a 4 –10 anni.

Nel 2024 i Centri antiviolenza del Piemonte hanno preso in carico 4.074 donne vittime di violenza, con 471 nuove richieste già nei primi mesi del 2025. A Torino, nel 2024, Telefono Rosa Piemonte ha registrato 761 nuovi casi di violenza di genere, di cui 41 casi dichiarati di violenza sessuale e 137 episodi di abusi sessuali online o in presenza. Negli ultimi anni, le denunce per violenza sessuale in Piemonte oscillano mediamente tra 308 e 457 all’anno.

Con l’ordine del giorno depositato a prima firma Conticelli, sollecitiamo il Parlamento a rispettare l’accordo unitario sul principio del consenso libero e attuale e a ribadire, anche in sede di Conferenza Stato-Regioni, che “senza consenso libero e attuale è violenza” riaffermando così il proprio impegno nel contrasto alla violenza di genere e nella tutela piena dell’autodeterminazione e della libertà sessuale delle donne, a sensibilizzare il Governo all’attuazione integrale degli obblighi previsti dalla Convenzione di Istanbul; promuovere iniziative educative e culturali fondate sulla centralità del consenso e a monitorare l’iter legislativo nazionale, informando tempestivamente la Commissione competente del Consiglio regionale.

A difesa delle donne che con la riformulazione Bongiorno corrono il rischio di essere accusate di aver detto no lasciando trapelare un sì o di non aver urlato abbastanza, il Partito democratico ribadisce insieme a loro che Senza consenso è stupro. No è no.

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