
In Consiglio regionale abbiamo presentato emendamenti al disegno di legge 136 “Disciplina per l’individuazione di ulteriori aree idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili” affinchè i soggetti che realizzino impianti fotovoltaici con potenza superiore a 2 MW sul territorio di uno stesso comune, mettano a disposizione per 20 anni in forma gratuita una CER (Comunità energetica rinnovabile) individuata dal comune, dove risiede l’impianto: una quota di potenza pari a 1 MW come produttori esterni entro 12 mesi dall’entrata in esercizio dell’impianto.
Sono più di uno perché naturalmente si specifica che il soggetto realizzatore mantiene la piena titolarità dell’impianto e continua a cedere l’energia prodotta al mercato elettrico nazionale e che la CER deve avere tutti i requisiti previsti dalla legge, quindi riconoscimento da parte del GSE, avere sede legale sul territorio della regione Piemonte e, individuata col comune, garantire misure per favorire l’accesso facilitato a cittadini o a famiglie in condizioni di povertà energetica. Questo potrebbe restituire una buona pratica sperimentata anche in altri contesti e potrebbe garantire una ricaduta positiva sul comune a favore di CER e comunque di cittadini e di famiglie singole in un momento in cui i costi dell’energia fluttuano per effetto della situazione internazionale, ma anche delle speculazioni internazionali e stanno provocando una nuova forma di povertà.


