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Nuovi elementi di sofferenza nel panorama dell’informazione piemontese.
Questa mattina le rappresentanze sindacali del Centro Rai Piero Angela di via Verdi e di via Cavalli, unitamente al Cdr del Tgr Piemonte si sono riuniti davanti al Palazzo Radio Teche di via Verdi 31 , il luogo simbolo dove è nata la radiofonia nazionale, oggi inserito dql Cda Rai nell’elenco delle dismissioni immobiliari.
Al momento c’è solo la certezza che entro la fine del 2026 tutti i locali , che ancora ospitano gli studi radiofonici, la Mediateca e la digitalizzazione degli archivi, dovranno essere svuotati per poter consentire il realizzo dello stabile .
L’attuale organico Rai del contro di produzione Piero Angela conta di più di 310 lavoratori , a cui aggiungere il personale dell’Orchestra Sinfonica nazionale, la direzione, lo staff, il personale di Raiway e quello degli appalti di servizio e tecnologici.
Il Palazzo di via Verdi 31 viene messo in vendita insieme al teatro Scribe e alla sede del centro ricerche di Corso Giambone, un piano immobiliare che rivela una preoccupante strategia di dismissione della realtà televisiva torinese , con il centro di produzione di via Verdi ad oggi sottoutilizzato e nessuna risposta alla richiesta proveniente dalle istituzione e dalla rappresentanza dei lavoratori di insediare in Piemonte la Direzione nazionale per la divulgazione scientifica e culturale, che qui troverebbe una solida tradizione di competenze e professionalità.
La situazione del centro Rai torinese si inserisce nel panorama preoccupante dell’informazione in Piemonte , con la crisi dell’emittenza locale radio tv, con l’uscita della holding Exor (Agnelli-Elkann) dall’editoria italiana , attraverso la cessione di tutte le testate del gruppo GEDI , giornalistiche e radiofoniche, ai greci di Antenna Group e al gruppo SAE e e poi in ultimo con le notizie di crisi che giungono dal gruppo Citynews che ha testate in Piemonte e lavoratori e giornalisti che temono il licenziamento.
Abbiamo audito nella Commissione regionale i rappresenti dei lavoratori RAI qualche mese fa e abbiamo depositato a settembre 2025 un ordine del giorno che avrebbe dovuto essere condiviso e invece attende ancora di essere calendarizzato in aula. Gli enti locali possono e devono porsi come interlocutori rispetto alla dirigenza nazionale Rai per tutelare la pluralità di informazione e il patrimonio radiotelevisivo pubblico della nostra regione . Lo stesso Palazzo della radio deve essere garantito nella sua funzione di polo di ricerca e scientifico. La posizione stessa dello storico edificio rappresenta un valore ottimale per una progettualità condivisa con e le altre istituzioni culturali, Università, Teatro Regio, Film Commission, Museo del cinema, solo per citarne alcune
E’indispensabile che i Consigli di Regione Piemonte e Comune di Torino congiuntamente si attivino congiuntamente per tutelare la realtà, culturale, occupazionale, economica con una proposta forte e concreta di rilancio della sede Rai torinese.
La libertà e pluralità di informazione rappresentano le fondamenta della democrazia, per questo saremo a fianco dei giornalisti il 1 aprile per la manifestazione per il rinnovo del contratto, fermo da esattamente dieci anni.


