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Ancora dismissioni nell’informazione piemontese. Fare chiarezza sulla vendita del Palazzo della Radio Rai.

By Marzo 26, 2026Marzo 30th, 2026Comunicati Stampa

Nuovi elementi di sofferenza nel panorama dell’informazione piemontese.
Questa mattina le rappresentanze sindacali del Centro Rai Piero Angela di via Verdi e di via Cavalli, unitamente al Cdr del Tgr Piemonte si sono riuniti davanti al Palazzo Radio Teche di via Verdi 31 , il luogo simbolo dove è nata la radiofonia nazionale, oggi inserito dql Cda Rai nell’elenco delle dismissioni immobiliari.

Al momento c’è solo la certezza che entro la fine del 2026 tutti i locali , che ancora ospitano gli studi radiofonici, la Mediateca e la digitalizzazione degli archivi, dovranno essere svuotati per poter consentire il realizzo dello stabile .

L’attuale organico Rai del contro di produzione Piero Angela conta di più di 310 lavoratori , a cui aggiungere il personale dell’Orchestra Sinfonica nazionale, la direzione, lo staff, il personale di Raiway e quello degli appalti di servizio e tecnologici.
Il Palazzo di via Verdi 31 viene messo in vendita insieme al teatro Scribe e alla sede del centro ricerche di Corso Giambone, un piano immobiliare che rivela una preoccupante strategia di dismissione della realtà televisiva torinese , con il centro di produzione di via Verdi ad oggi sottoutilizzato e nessuna risposta alla richiesta proveniente dalle istituzione e dalla rappresentanza dei lavoratori di insediare in Piemonte la Direzione nazionale per la divulgazione scientifica e culturale, che qui troverebbe una solida tradizione di competenze e professionalità.

La situazione del centro Rai torinese si inserisce nel panorama preoccupante dell’informazione in Piemonte , con la crisi dell’emittenza locale radio tv, con l’uscita della holding Exor (Agnelli-Elkann) dall’editoria italiana , attraverso la cessione di tutte le testate del gruppo GEDI , giornalistiche e radiofoniche, ai greci di Antenna Group e al gruppo SAE e e poi in ultimo con le notizie di crisi che giungono dal gruppo Citynews che ha testate in Piemonte e lavoratori e giornalisti che temono il licenziamento.

Abbiamo audito nella Commissione regionale i rappresenti dei lavoratori RAI qualche mese fa e abbiamo depositato a settembre 2025 un ordine del giorno che avrebbe dovuto essere condiviso e invece attende ancora di essere calendarizzato in aula. Gli enti locali possono e devono porsi come interlocutori rispetto alla dirigenza nazionale Rai per tutelare la pluralità di informazione e il patrimonio radiotelevisivo pubblico della nostra regione . Lo stesso Palazzo della radio deve essere garantito nella sua funzione di polo di ricerca e scientifico. La posizione stessa dello storico edificio rappresenta un valore ottimale per una progettualità condivisa con e le altre istituzioni culturali, Università, Teatro Regio, Film Commission, Museo del cinema, solo per citarne alcune

E’indispensabile che i Consigli di Regione Piemonte e Comune di Torino congiuntamente si attivino congiuntamente per tutelare la realtà, culturale, occupazionale, economica con una proposta forte e concreta di rilancio della sede Rai torinese.
La libertà e pluralità di informazione rappresentano le fondamenta della democrazia, per questo saremo a fianco dei giornalisti il 1 aprile per la manifestazione per il rinnovo del contratto, fermo da esattamente dieci anni.

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