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Una situazione ampiamente annunciata, che abbiamo denunciato anche nell’aula del consiglio regionale, quella che si è verificata questa mattina in via Carcano. Limitare le giornate di svolgimento del Barattolo, frutto di un percorso che ha portato negli anni a gestire nella legalità il libero scambio, poteva avere un solo esito: quello di scaricare il disagio sul territorio e sull’amministrazione comunale. In questo caso, in sostanza si è trasformata una misura di welfare in un problema di ordine pubblico, strumentalizzando la povertà e la fragilità sociale a scopo elettorale. Il fatto che il mercato, trovando l’area chiusa, potesse ricrearsi all’esterno non solo era ampiamente prevedibile, ma viene il fondato dubbio che si sia voluto andare proprio in quella direzione per mettere in difficoltà il territorio.
Ora che è palese il fallimento di questa imposizione della Regione Piemonte sul mercato di libero scambio, chiediamo che gli assessori regionali al welfare e al commercio rivedono il protocollo per il Barattolo, insieme a Comune, Circoscrizione e Prefettura.


