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Il nuovo piano sociosanitario della Regione. Poco coraggio e scarsa visione. GUARDA IL VIDEO

By Gennaio 3, 2026Gennaio 12th, 2026Comunicati Stampa, Video

Il Piemonte da oggi ha un nuovo Piano sociosanitario, una scelta politica che incide direttamente sulla vita delle persone e sul loro diritto alla salute. In aula abbiamo scelto di entrare nel merito, perché un piano di questo tipo deve essere completo, serio e all’altezza delle sfide che abbiamo davanti. Abbiamo posto una questione centrale: una sanità che sia davvero per tutti e per tutte non può ignorare le differenze socio economiche e le differenze di genere. La presenza femminile non è solo una questione di rappresentanza: è qualità delle decisioni, è capacità di leggere i bisogni reali, è costruzione di una sanità che funzioni meglio per tutte e tutti. Siamo partiti da un documento molto generico, privo di dati partenza, con molte lacune e non aggiornato.

Abbiamo fatto la nostra parte per migliorare il piano, per renderlo più giusto e più vicino ai bisogni reali delle persone. Per questo ho presentato diversi emendamenti, alcuni dei quali sono stati accolti e altri no. In primo luogo abbiamo fatto alleanza con le colleghe di minoranza sulla salute delle donne, inserendo nel piano il rafforzamento della rete per i disturbi alimentari e l’impegno per un reparto ospedaliero dedicato, l’inserimento del dolore pelvico cronico la vulvodinia, che alcune Regioni hanno già inserito nel Livelli essenziali di assistenza, la violenza di genere, nella prima stesura totalmente assente dal piano, per la quale abbiamo chiesto il monitoraggio dei codici rosa nei ps, il rafforzamento della rete per il sostegno alle donne, interventi di educazione all’affettività.

Bocciate invece le proposte di rafforzamento dei consultori, di applicazione della regionale sulla contraccezione gratuita per le giovani sotto i 26 anni, di educazione sessuo affettiva nelle scuole per prevenire anche le malattie sessualmente trasmissibili, in aumento negli ultimi anni, di azioni veramente rivolte al sostegno anche economico per le famiglie al posto di bonus sporadici e click day o finanziamenti alle associazioni antiabortiste come il fondo vita nascente. Bocciato anche l’emendamento per le azioni rivolte alla procreazione medicalmente assistita, sia omologa sia eterologa come prevede la legge nazionale, come la banca dei gameti e la crioconservazione, ma approvato l’ordine del giorno che chiede di predisporre protocolli specifici. È almeno un inizio. Su questi e altri temi, come la non autosufficienza, le dipendenze, le liste d’attesa, continueremo ad impegnarci. L’approvazione del nuovo piano sociosanitario per noi non è un punto di arrivo ma di partenza, perché la sanità pubblica è un diritto fondamentale, non una concessione.

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